Your Language: Italiano

Carrello:

0

Delizie dal mondo!

Il Roccolo Lacrima di Morro d’Alba DOP Superiore 2016

Disponibilità: Disponibile

Only 24 left

11,00 €
Quantità Prezzo
1 11.00 €
2+ 10.70 €
6+ 9.80 €
12+ 9.20 €

Panoramica veloce

Vino ottenuto esclusivamente da uve Lacrima. Di colore rosso rubino molto intenso con profumo fruttato e floreale con sensazioni di rosa, di viola e frutti di bosco. Al sapore è persistente, armonico, con tannini setosi. La fermentazione avviene con le bucce a temperatura controllata, lasciate a macerare per circa 6 giorni in serbatoi d’acciaio. Successivamente viene fatto affinare e decantare in vasche di cemento vetrificato. L’imbottigliamento avviene ad un anno esatto dalla vendemmia, senza processi di filtrazione.

O

Dettagli

Il Roccolo Lacrima di Morro d’Alba DOP Superiore 2016

Dati analitici:

Acidità Totale: 4.84 g/l
Estratto Secco: 30.20 g/l
Anidride Solforosa: 66.00 mg/l

Caratteristiche organolettiche:

Colore: rosso rubino molto intenso

Profumo: molto intenso, fruttato e floreale con sensazioni di rosa , viola e frutti di bosco

Sapore: corpo persistente, armonico con tannini setosi

Varietà delle Uve: 100 % lacrima.

Gradazione alcolica: 12,4 %

Zona di Produzione: Jesi (Ancona)

Storia della DOP:

La zona di produzione delle uve atte alla produzione dei vini a denominazione di origine controllata «Lacrima di Morro» o «Lacrima di Morro d'Alba» ricade nella provincia di Ancona e comprende i terreni vocati alla qualità di tutto il territorio dei comuni di Morro d'Alba, Monte S. Vito, S. Marcello, Belvedere Ostrense, Ostra e Senigallia, con esclusione dei fondi valle e dei versanti delle colline del comune di Senigallia prospicienti il mare. Dopo la caduta dell’Impero Romano, che pur ebbe notevole influenza dimostrata anche da un territorio archeologicamente interessante, il passaggio delle invasioni barbariche, la presenza longobarda, l’età carolingia e le invasioni saracene dal mare, costringono la gente del territorio ad erigere delle fortificazioni per divenire queste oggetto di insediamento. Le vigne, abbandonate le antiche alberate romane, occupano piccoli appezzamenti a se stanti consociate ad alberi da frutto e protette da recinti. La presenza di vigne risulta abbastanza diffusa anche se con scarsa importanza economica perché non risultano spesso gravate da un canone in vino. Questo compare quando l’impianto di un nuovo vigneto “ad meliorandum” viene effettuato da parte del colono.A questo periodo farà seguito la struttura amministrativa della Chiesa, l’insediamento di Ordini monastici, le molte Abbazie che guideranno anche le scelte temporali delle popolazioni e con esse la ripresa dell’attività agricola non limitata dall’autoconsumo ma volta ad una conduzione economica del bene terra in cui è compresa la gestione delle vigne e la trasformazione dell’uva in vino. I monaci, nel loro tramandare cultura, coltiveranno nei loro “horti conclusi” la vite per le esigenze liturgiche ed anche alimentari. Sono, quindi, i monaci che tramandano le tecniche viticoloenologiche. Nell’età dei Comuni, aumentano la popolazione e le esigenze alimentari per cui la vite riprende un suo ruolo nell’economia rurale e nella società. Risalendo dalla costa senigalliese verso l’entroterra si incontrano i vigneti composti dal vitigno “Lacrima” il cui centro di coltivazione è il Comune di Morro il quale aggiunse nel 1862 “Alba” per distinguersi dalle omonimie. Lo sviluppo della vitivinicoltura, agevolata dal sostegno pubblico negli anni 60, arriva con il declino della mezzadria che incide sulle sistemazioni arboree in quanto non conciliabili con gli indirizzi moderni della conduzione agricola. Saranno le macchine agricole che agevoleranno la specializzazione produttiva e la stessa consentirà il raggiungimento del massimo pregio al prodotto. In questa fase temporale, per quanto riguarda i vitigni, l’attenzione è posta verso le varietà ricche di tradizione e di credito. Nel territorio delimitato l’attenzione è volta al Verdicchio ma è presente anche un vitigno a bacca nera, autoctono, che fa ritenere una sua probabile discendenza dall’Aleatico e che molti vorrebbero estirpare a favore del primo. Con il sostegno di enti pubblici prende avvio una sua valorizzazione che conduce alla denominazione d’origine. I viticoltori credono a questa svolta e la Lacrima consente di cogliere il valore della conferma della base ampelografica, delle classiche forme d’allevamento e di consentire lo sviluppo della viticoltura moderna in quell’area.

Abbinamenti e temperatura di servizio: La Lacrima di Morro d’Alba Superiore si accompagna molto bene con prodotti tipici marchigiani il salame lardellato di Fabriano, salame ciavuscolo, primi piatti al ragù con animali di basso cortile e piatti a base di carni bianche. Si può abbinare anche ad alcuni antipasti marinati a base di pesce azzurro per esempio o ad alcuni tipi di brodetto di pesce all’anconitana. Temperatura di servizio 16° - 18°C.

Il Produttore: Raccogliendo il testimone del lavoro avviato dal nonno Mario, Carlo e Cristina Brunori, coltivano in regime biologico, sette ettari di vigneto in contrada San Nicolò, uno dei primi cru del comprensorio di Cupramontana. Le matrici argillose dei terreni sono percorse da vene tufacee e sabbiose, la buona ventilazione e le apprezzabili escursioni termiche dell’alta collina mitigano le estati torride di questi ultimi anni conservando ai diversi Verdicchio aziendali un tratto floreale.

Ulteriori informazioni

Contenuto 750 ml
Costo per unità 11,3 Euro/Litro

Tag prodotto

Usa gli spazi per tag separati. Usa virgolette singole (') per frasi.

Carrello

You have no items in your shopping cart.